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Ci sono cose a cui non si è mai del tutto preparati. Per questo ci siamo noi!

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ANAAO ASSOMED fornisce agli specializzandi tutta l’assistenza e i servizi necessari a fronteggiare al meglio ogni circostanza.

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Il piano del Governo; indennità ai sanitari dei pronto soccorso

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Un primo passo, ottenuto grazie al grande lavoro di Anaao, che riconosce lo straordinario lavoro dei professionisti dei PS.
Resta forte il nostro impegno per ottenere decenti condizioni di lavoro, obiettivo determinante per uscire dal default nazionale dei PS.

Arredi nuovi in sala d’attesa Anestesia e rianimazione interdipartimentale grazie a donazione Anaao e Cimo

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Da qualche giorno sono arrivati in Aoup (Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana), nell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione interdipartimentale diretta dal professore Francesco Forfori, i nuovi arredi della sala d’attesa, acquistati grazie alla donazione fatta dai sindacati Anaao e Cimo durante i primi mesi della pandemia da Covid-19.
Il direttore della struttura insieme a tutto lo staff sanitario ringraziano vivamente per la sensibilità dimostrata…

Medicina e università, le scuole di specializzazione fuorilegge: quali sono e perché.

Per diventare chirurgo, ginecologo, pediatra, neurologo, ortopedico, dopo la laurea in Medicina bisogna fare 4-5 anni di scuola di specializzazione. All’inizio di novembre inizieranno i corsi 18 mila nuovi specializzandi che vanno ad aggiungersi agli altri 34 mila che già frequentano.

Le Scuole di specializzazione accreditate dai ministeri della Salute e dell’Università oggi sono 1.326.

I requisiti richiesti sono: professori competenti, numero adeguato di tutor, laboratori attrezzati, reparti di degenza collegati alle scuole per garantire il tirocinio specifico con numero minimo di interventi chirurgici svolti. Questi standard sono stati definiti, per la prima volta, nel 2017 con un decreto voluto dalle allora ministre Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli. L’accreditamento può essere dato anche in via provvisoria alle Scuole che non hanno tutti i requisiti, a patto che garantiscano di mettersi in regola entro due anni con la presentazione di un piano di adeguamento (art. 8, d.l. 402/2017). Chi deve decidere chi ha i requisiti e chi no è l’Osservatorio nazionale della formazione sanitaria specialistica (istituito nel 1999), e che dipende dal ministero dell’Università.

Oggi le Scuole di specializzazione non a posto sono 85, di cui:

  • Altre 13 nuove Scuole sono accreditate provvisoriamente.

Complessivamente le ragioni dell’accreditamento provvisorio sono queste: nel 55% dei casi manca uno dei due docenti che ci devono essere per ciascuna Scuola di specializzazione per legge, nel 16% i docenti non hanno prodotto l’attività scientifica richiesta (indicatore Anvur), nel 6% la rete formativa è insufficiente (vuol dire che l’attività che può svolgere lo specializzando in corsia è troppo scarsa), nel 19% i volumi assistenziali sono troppo bassi (ci sono troppo pochi pazienti), nel 13% non ci sono i requisiti come la presenza del Pronto soccorso (il totale fa più di 100 perché in alcuni casi manca più di un requisito).

A novembre 2018 avevamo scoperto che 40 Scuole erano fuorilegge. Cosa è successo a tre anni di distanza? 14 si sono messe a posto, 3 hanno abbandonato, una non è più stata accreditata (ginecologia del Campus biomedico). Le altre 22 sono ancora accreditate anche se non sono in regola.

Quindi le cose sono migliorate, ma solo a metà. Ecco cosa emerge dal questionario che il ministero dell’Università ha pubblicato nell’aprile 2021 per monitorare la condizione delle Scuole di specialità (qui) e a cui hanno risposto anonimamente circa 11 mila specializzandi. In 79 scuole almeno due terzi degli specializzandi dichiarano di non avere mai avuto, o raramente, il tutor obbligatorio per legge ogni tre specializzandi. Alla domanda: la scuola ha offerto un’attività didattica formale in linea con il piano formativo? In 42 scuole più dei due terzi ha detto no. Chi è in formazione deve ruotare tra reparti di diversi ospedali in modo da avere una rete formativa che permetta di fare un’esperienza variata: gli specializzandi dichiarano che in 7 scuole non c’è rete, in 31 non ce li mandano. In compenso in 267 scuole gli specializzandi dichiarano di essere obbligati a lavorare oltre le 38 ore settimanali perché costretti a coprire la carenza di personale.

Con l’epidemia Covid si è capito che il numero di specializzandi erano troppo pochi e si è passati dai settemila posti del 2018 (con 1.123 Scuole di specializzazione) ai 18 mila di adesso. Che la formazione facesse acqua si era capito da tempo, ma la tolleranza continua ad essere ampia. Anche qui parlano i dati. Grado di soddisfazione: in ben 315 scuole il voto medio (da 1 a 10) attribuito dagli specializzandi alla loro scuola, è inferiore a 6. Ovvero insufficiente.

FONTE CORRIERE DELLA SERA, ARTICOLO DI Milena Gabanelli e Simona Ravizza
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/medicina-universita-scuole-specializzazione-fuorilegge-quali-sono-perche/6b9094fc-30b3-11ec-8aae-e135afa157c8-va.shtml

Anaao su Manovra: l’aumento del FSN fermi la desertificazione degli ospedali

L’Anaao Assomed chiede che l’incremento del FSN per il periodo 2022-2024 sia destinato a porre rimedio per tempo alla carenza di personale sanitario assumendo i medici specializzandi alla fine del loro percorso specialistico e migliorando i livelli retributivi con il prossimo CCNL

L’incremento di due miliardi all’anno, dal 2022 al 2024, del Fondo Sanitario Nazionale, una grande vittoria per il Ministro della salute Roberto Speranza, rappresenta per l’Anaao Assomed un obiettivo fondamentale per la sopravvivenza del SSN. Dopo le risorse in conto capitale di circa 20 miliardi del PNRR, destinate all’ammodernamento delle strutture, al rinnovo delle tecnologie diagnostiche “pesanti” e all’evoluzione digitale, l’incremento della spesa corrente permette di affrontare quella pericolosa carenza di personale specialistico in tutte le discipline di tutti gli ospedali che l’Anaao Assomed denuncia da anni.

Gli ospedali e i servizi territoriali del SSN necessitano di buona occupazione, vale a dire di personale a tempo indeterminato, per garantire il diritto alla salute dei cittadini. Eppure, da troppo tempo osserviamo medici e professionisti assunti con contratti precari, pensionati richiamati come “riservisti”, altri presi in affitto come un bilocale da nuove cooperative, neo-laureati proiettati in prima linea con palesi violazioni normative. Mentre continua la fuga dai pronto soccorso, dai concorsi banditi e dai contratti di formazione specialistica dedicati.

Un caos – denuncia l’Anaao Assomed – frutto dell’organizzazione creativa delle Regioni nel tentativo affannoso di nascondere il fallimento politico, condiviso con i passati Governi, nella programmazione del fabbisogno di specialisti, che ora si proietta sulla tutela della salute dei loro cittadini con il rischio di dovere esporre sulla porta degli ospedali il cartello “chiuso per mancanza di personale”.

Siamo nella parte alta della curva “pensionistica” dei medici e dirigenti sanitari del SSN e, verosimilmente, neanche la stabilizzazione di tutto il personale assunto durante l’emergenza epidemica basterà a sanare le carenze, tanto più che si tratta di lavoro non aggiuntivo.

L’aumento del numero dei contratti di formazione specialistica, circa 30.000 negli ultimi due anni, ulteriore importante obiettivo raggiunto dal Ministro Speranza, produrrà risultati solo nel 2025 -2026, per cui – propone l’Anaao – la via di uscita dallo stallo è una sola: assumere i medici specializzandi, nel tratto finale del loro percorso specialistico, anticipando la loro età di ingresso nel mondo del lavoro con benefici economici, previdenziali e di tutele contrattuali attraverso uno specifico contratto, prima a tempo determinato e poi indeterminato. Si tratta di andare a un accordo, se non a uno scontro, con l’Università, che non può continuare a sentirsi altro rispetto all’interesse nazionale, per un patto, anche transitorio, che salvi dal precipizio la più grande infrastruttura del Paese, cui la Costituzione affida la tutela di un diritto fondamentale.

Al CCNL, poi, tocca migliorare livelli retributivi ormai incompatibili con le condizioni di un lavoro oltremodo gravoso e rischioso, rendendolo di nuovo appetibile e dimostrando che soffrire sul lavoro non è un destino e che è possibile, soprattutto per le donne, ormai maggioranza, recuperare tempo per la vita. Aprire subito il CCNL 2019-2021, superando le pastoie del comma 687 della Legge di Bilancio 2019, e chiuderlo rapidamente, significa rinunciare alle tattiche dilatorie, agli incontri con il contagocce, alla avarizia delle risorse.

La crisi della sanità pubblica è strutturale. A dispetto delle risorse economiche disponibili. Occorre urgentemente trovare soluzione alla criticità maggiore, rappresentata dalla carenza del capitale umano, certo non meno importante di quello economico. A partire dalla Legge di Bilancio in preparazione, il ricordo degli angeli e degli eroi, e di quel SSN diventato, nella pandemia, il bene pubblico più prezioso, deve essere la stella polare.

Comunicato stampa scaricabile QUI

Green pass, polemiche a Pisa: “Qui i medici devono controllare i colleghi: è follia”

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La denuncia del sindacato Anaao: “Non dovremmo essere tutti vaccinati per obbligo legislativo? È uno scaricabarile su primari e dirigenti”.

Pisa, 20 ottobre 2021 – Medici che controllano il green pass ad altri medici. “Ma non dovremmo essere tutti vaccinati per obbligo legislativo?” Lo chiede il sindacato dei dirigenti medici e sanitari Anaao, tacciando questa novità come “follia burocratica” che destina le già scarse risorse di personale a mansioni burocratiche e non sanitarie e assistenziali. ……. articolo de  La NAZIONE https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/follia-green-pass-medici-controllano-i-colleghi-1.6938430?fbclid=IwAR0eCBgfNyUO80-x4ABiGWG9hwUONJG_txmd8UJargCGQ6fwh7wRH6eKu6M

Riscatto agevolato dei periodi di studio universitari!

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Una buona notizia
Il riscatto agevolato della laurea e dei periodi di studio universitari (specializzazione, dottorato ) NON SCADE IL 31 DICEMBRE 2021 MA È NORMA A REGIME ATTIVABILE ANCHE NEGLI ANNI SUCCESSIVI.
Lo precisa INPS nella circolare allegata!
Soddisfazione in particolare per i giovani che privi di reddito (o con redditi non imponibili come gli specializzandi) non avrebbero potuto fruire in tutto o in parte delle rilevanti deduzioni fiscali .
Non solo ma i giovani che non hanno una collocazione lavorativa definitiva possono opportunamente attendere e riscattare nella cassa coerente con l’occupazione stabile allineando il riscatto alla contribuzione collegata alla definitiva collocazione lavorativa.
Anche per i meno giovani avere a disposizione uno strumento esigibile anche in futuro consente di non dover fare delle scelte forzate potenzialmente inopportune in particolare nelle imminenza di modifiche legislative.
In particolare è utile ricordare che il ricorso al riscatto agevolato comporta OBBLIGATORIAMENTE e IRREVERSIBILMENTE il calcolo della pensione con il sistema contributivo.
È evidente che coloro che hanno iniziato il corso di laurea a partire dall’anno accademico 1996-97 non hanno alternative al sistema contributivo e pertanto il riscatto della laurea non consente di avere una contribuzione anteriore al 1996 e pertanto il riscatto agevolato è un ottima opportunità per chi non vuole investire capitali rilevanti.
Ricordo che il riscatto agevolato costa al momento circa 5250 euro lordi per ogni anno riscattato con recupero fiscale di non meno del 45% per i dirigenti rateizzabili in 10 anni . In pratica il riscatto agevolato comporta una riduzione della busta paga di circa 140 euro al mese.
Il riscatto ordinario costa mediamente 20.000 euro per ogni anno riscattato ovvero circa quattro volte tanto.
Tuttavia il riscatto agevolato pur determinando ovviamente un minore incremento della pensione rispetto a quello ordinario ai fini dell’anzianità e dell’eventuale anticipo dell’età di pensionamento è equipollente a quello ordinario.
Coloro che hanno iniziato il corso di prima del 1996-97 devono fare MOLTA attenzione infatti il riscatto ORDINARIO rappresenta l’ultima opportunità di ACCEDERE AL SISTEMA MISTO opportunità DEFINITIVAMENTE PRECLUSA per coloro che accedono al riscatto AGEVOLATO.
I benefici per coloro che si sono immatricolati nell’anno accademico 1995-96 sono limitati infatti accedono al misto ma limitatamente alla quota B e per un anno solo , in pratica un beneficio del 2% sulla pensione futura.
Ben diversa è la situazione di coloro che si sono immatricolati nel 1994-95 o negli anni precedenti costoro con il riscatto ORDINARIO accedono AL SISTEMA MISTO CON QUOTA A che vale almeno il 23,8 % di incremento della pensione futura (conteggiata sull’ultima busta ante 1993 e sulla media degli ultimi 5 anni per gli ante 1995).
Analogo il ragionamento per coloro che al di fuori dei periodi di studi possono vantare contribuzioni anche figurative (servizio militare , gravidanze ) anteriori al 1996. Anche per costoro il riscatto agevolato comporta il passaggio irreversibile al sistema contributivo.

La determinazione dell’INPS recepisce gli emendamenti di proroga più volte presentati da Cosmed in questi ultimi mesi.
Si tratta di un tassello importante nella valorizzazione di quelle categorie dirigenziali che richiedono un lungo periodo di formazione per accedere all’attività lavorativa.

Piattaforma intersindacale della dirigenza medica veterinaria e sanitaria della Toscana STATO DI AGITAZIONE SETTEMBRE 2021

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Si è concluso alle 19 di oggi (mercoledì 6 ottobre) il primo tavolo di confronto tra intersindacale medica e regione alla presenza dell’assessore Bezzini e del Direttore dr Carlo Tomassini.

I rappresentanti dell’Intersindacale medica hanno chiesto la revoca del contingentamento del turn over dei medici ospedalieri e provvedimenti urgenti per superare la profonda crisi dei pronto soccorso.

In questo caso, tra le altre, ha destato particolare interesse da parte regionale l’ipotesi di spostare usca e medici di continuità assistenziale subito a monte dei PS in modo che possano contribuire a filtrare i pazienti con problemi definiti minori che, dai dati della Regione ammontano al 40% del numero totale di accessi. Una percentuale di inappropriatezza che mette in crisi i pronto soccorso e in discussione l’efficacia del filtro territoriale una cui riforma è tutt’ora al vaglio del Governo. Lo stato di agitazione non verrà ritirato, dopo il primo contatto di oggi l’assessore Bezzini si è impegnato a riconvocare il tavolo nel giro di pochi giorni.

Leggi qui LA CIRCOLARE

Gli indirizzi Anaao Assomed per il Contratto 2019-2021

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Il contratto che vogliamo: le richieste dell’Anaao per il Ccnl 2019-2021

Comunicato della segreteria aziendale su delibera emergenza PS

LA DELIBERA DEL DG D’URSO CHE PREVEDE L’ORDINE DI SERVIZIO PER GARANTIRE IL PS E’ UNA RISPOSTA PARZIALE E GRAVA I MEDICI DI UN ULTERIORE CARICO DI FATICA E DI RESPONSABILITA’, MA I PROFESSIONISTI FARANNO LA LORO PARTE.

Che la Regione Toscana, prima, e la USLTSE, in zona Cesarini, abbiano dovuto deliberare in via d’urgenza sulla critica situazione del DEU, tale da mettere in forse servizi essenziali come i PS e i PET del 118, è un fatto. Che questa scelta sia stata causata dalla mobilizzazione della categoria, che ha denunciato lo stato di grave sofferenza e di rischio cui è sottoposta, e dall’azione sindacale è un altro fatto. 

Di fronte all’emergenza della necessità di garantire servizi essenziali non sarebbe stato accettabile l’invio allo sbaraglio, senza garanzie, di professionisti che sia pure con specialità equipollente non sono specialisti in Medicina e Chirurgia d’Urgenza e di Accettazione. Di fronte all’emergenza la categoria dei Medici non si sono mai tirati indietro, ma non sono più i tempi dal doverlo fare a mani nude. Che i PS ed i PET funzionino è interesse dei medici, che devono garantire la sicurezza dei pazienti e la propria.

E’ quello che abbiamo sostenuto. L’Anaao ha svolto la sua parte insieme all’Intersindacale.

A livello regionale, dove il segretario Flavio Civitelli, ha svolto una attività intensissima, a livello della SE che ha denunciato il problema senza titubanze. Un ruolo significativo lo hanno svolto i colleghi Anaao di Nottola che per primi hanno proposto un percorso di soccorso sostenibile per il loro PS, come importantissimo è stato il movimento di consapevolezza che è cresciuto ad Arezzo, che ha portato in ultimo ad una presa di posizione unitaria nei fatti di tutta la categoria.

Ciò nella valutazione del contesto, ma nel concreto la delibera 878, come si pone? Avremo modo di essere più circostanziati, ma non tutto è risolto. Un passo in avanti, e su questa spinta ottimistica consideriamola pure un bicchiere mezzo pieno.

1) Innanzitutto limita l’intervento al SUPPORTO ai pazienti internistici/chirurgici, ai pazienti in OBI ed alla presa in carico anticipata (boarding) dei pazienti già inquadrati in PS.

C’è  da chiedersi tuttavia come sia possibile influire con boarding nel momento in cui i posti letto sono al minimo e la forza lavoro dei reparti è dirottata al PS. Una contraddizione evidente che merita una riflessione e che richiede risposte da parte della Direzione.

2)  L’adesione volontaria e condivisa dei medici, di per sé auspicabile, non è tuttavia posta sotto una chiara garanzia: come può ritenersi sufficiente, infatti, il “dare atto che  la responsabilità dei medici che operano ai sensi della DGRT 657/2021 nei rispettivi servizi di Medicina  e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza è disciplinata con  le stesse modalità ordinarie di cui alla Legge n. 24/2017 previste quando l’Ordine di Servizio è assicurato nelle unità operative di originaria assegnazione“? Un auspicio apprezzabile nelle intenzioni, ma nella sostanza non si vede quanto praticabile. Tuttavia chi avesse una assicurazione estesa anche alla attività di Pronto Soccorso ci potrebbe anche fare un pensiero.

3) L’Ordine di Servizio, viene opportunamente deliberato da DG a garanzia anche dei Direttori di Presidio che si vedono investiti di tale incombenza.

Esso, come è noto, deve essere eseguito, ma è opportuno inviare al DG una lettera con la quale si comunichi  che ai fini della Responsabilità Medico Sanitaria e ai suoi effetti assicurativi, lo specialista comandato segnala che per i pazienti affetti dalla sopraindicata patologia possiede solo competenze generiche ma non quelle specialistiche previste dalla normativa europea.

L’OdS deve essere equamente distribuito tra tutti i dirigenti dell’UO, qualsiasi incarico abbiano, salvaguarda sia l’Azienda che lo adotta dovendo garantire servizi essenziali, sia i professionisti per essere essi comandati a tale attività.

Circa l’intesa prevista dei Direttori di UOC, se è naturale, stante la necessità di “assicurare in via prioritaria la funzionalità della struttura di provenienza” del comandato (CCNL 10.02.2004, art. 16, comma 4), non sarebbe corretto coinvolgerli nella responsabilità del provvedimento ingiuntivo.

Prevedere l’Attività Aggiuntiva, dà un sostegno ai reparti depauperati del personale che ne abbisognano per garantire le proprie attività. 

La delibera prevede anche di avviare, parallelamente all’adozione dell’atto deliberativo il confronto con i sindacati. Un confronto necessario e che per troppo tempo non è stato preso in considerazione.

La segreteria aziendale ANAAO